Manifest

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Recensione: Manifest debutta con un mix di drammi e misteri

La recensione del primo episodio di Manifest, serie in arrivo su Infinity e ricalcata sulle situazioni e atmosfere di Lost.

Una delle serie tv che maggiormente hanno segnato la storia della televisione è stata Lost, il progetto creato da J.J. Abrams e Jeffrey Lieber in collaborazione con Damon Lindelof, e bastano pochi elementi che la ricordano molto da vicino per spingere a un naturale, ed inevitabile, confronto. Manifest (termine utilizzato per fare riferimento alla lista dei passeggeri), al suo debutto sugli schermi televisivi e prodotta da Robert Zemeckis, si ritrova proprio di fronte a questa complicata e, in questo caso penalizzante, situazione nonostante la trama sia totalmente diversa.

Il primo episodio della serie (disponibile su Infinity dal 2 ottobre) ne introduce i protagonisti e l'idea alla base, risultando da una parte intrigante e dall'altra un po' deludente a causa di un livello di recitazione poco naturale e sopra le righe e non basta l'esperienza di alcuni membri del cast ad allontanare l'idea di trovarsi di fronte a un progetto di media qualità che potrebbe però ottenere successo se si inizieranno a delineare con maggiore chiarezza gli elementi in grado di distinguerlo e renderlo unico.

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La trama dell'episodio, tra misteri e una famiglia in crisi

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La poliziotta Michaela Stone (Melissa Roxburgh) si imbarca con il fratello Ben (Josh Dallas) e il nipote Cal (Jack Messina), che lotta contro un tumore, sul volo Montego Air Flight 828 con destinazione New York, dopo aver accettato di ritardare la partenza e separarsi dagli altri membri della famiglia che sono partiti sul volo che avevano inizialmente prenotato dopo la richiesta della compagnia aerea che ha venduto più posti di quelli presenti a bordo.
Durante il viaggio si verifica una turbolenza che per alcuni secondi manda in ansia i piloti e i passeggeri, superata apparentemente senza alcun problema. La trama però si fa più strana e complessa quando viene richiesto di effettuare un atterraggio in un aeroporto periferico e, una volta sbarcati, i viaggiatori e il personale vengono informati del fatto che sono passati cinque anni dalla loro partenza e tutti pensavano fossero morti. Michaela scopre così che il suo fidanzato, il detective Jared Vasquez (J.R. Ramirez), si è sposato con la sua migliore amica, e la moglie di Ben non riesce a confessargli che si è innamorata di un altro uomo.
La poliziotta, inoltre, inizia sentire una voce che le permette di salvare un bambino che sta per essere investito da un autobus e la spinge nella direzione giusta in un altro caso.
La dottoressa e ricercatrice Saanvi Bahl (Parveen Kaur), anche lei a bordo del velivolo, al suo "ritorno" viene informata del fatto che i suoi studi riguardanti una potenziale cura per alcuni tipi di tumore hanno permesso di salvare centinaia di bambini e chiede che Cal venga coinvolto nel trattamento sperimentale.
Mentre le autorità non riescono a trovare una spiegazione razionale a quanto accaduto al volo 828, i passeggeri sembrano avere un legame al limite del sovrannaturale.

Un esordio riuscito solo a metà

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Lo show creato da Jeff Rake può contare sulla presenza nel team dei produttori di Robert Zemeckis, mentre la regia del pilot è stata affidata a David Frankel, recentemente impegnato dietro la macchina da presa in occasione di Collateral Beauty. La prima puntata di Manifest, nonostante le aspettative giustificate dai grandi nomi che compongono il team impegnato sul set, non dedica molto tempo alla presentazione dei passeggeri a bordo del volo o al tempo che trascorrono in aria, limitando in modo evidente ogni possibile tensione pur potendo contare su un montaggio piuttosto ben curato e a una regia attenta a legare le varie parti della storia.
La voce narrante di Michaela permette di addentrarsi nella situazione della sua famiglia e nei suoi sensi di colpa a causa di un incidente in cui è stata coinvolta poco prima della partenza, tuttavia la personalità della donna appare delineata a grandi linee e risulta evidente che ogni puntata potrebbe essere dedicata a uno dei passeggeri, mantenendo la famiglia al centro degli eventi, realizzando così un mix di procedural ed elementi drammatici. La visione della prima puntata fa quindi ipotizzare che la serie prosegua offrendo ogni settimana un nuovo tassello per comprendere il mistero della scomparsa dell'aereo e al tempo stesso approfondisca le storie individuali, scelta narrativa che non appare particolarmente brillante pur mantenendo una certa dose di curiosità grazie all'elemento in stile thriller-sovrannaturale che lascia aperte le ipotesi sul "buco temporale" vissuto dai protagonisti, da un coinvolgimento involontario in un esperimento governativo all'intervento alieno, e non solo.

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Performance poco emozionanti, personaggi

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A suscitare un po' di perplessità è l'approccio dei membri del cast agli eventi di cui sono protagonisti i propri personaggi: il gruppo di interpreti guidati da Roxburgh e Dallas risulta fin troppo misurato nelle reazioni e nello stupore suscitati dalla scoperta di aver perso cinque anni di vita e anche i passaggi più emotivi appaiono smorzati a causa di una mancanza di trasporto quasi incomprensibile.
La complessità dei rapporti esistenti in famiglia è abbozzata e un solo episodio rende davvero impossibile capire in che modo verranno gestiti i personaggi secondari o se si troverà un modo per renderne le storie rilevanti costruendo un intreccio in grado di mantenere viva l'attenzione degli spettatori settimana dopo settimana.
Manifest, limitandosi al pilot, sembra quasi un mix di Lost, This Is Us e Touch, lasciando comunque la curiosità di capire cosa verrà mostrato nelle puntate successive.

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Come andrà avanti la storia?

Il pilot della serie creata da Jeff Rake sfrutta bene l'attenzione mediatica creata nelle settimane precedenti grazie a una campagna marketing che ha colto l'attenzione degli orfani di Lost e di chi è ancora alla ricerca di una storia misteriosa e che sfiora il genere sci-fi attraverso un dramma familiare. Manifest, tuttavia, paga il peso di interpretazioni prive di sfumature e di una trama, almeno per ora, fumosa e poco chiara nei suoi intenti e nella direzione che vuole prendere. Il primo episodio riesce comunque a lasciare la voglia di dare una chance al progetto per scoprire se il mistero alla base della trama rappresenta una valida motivazione per continuare a lungo la visione della serie.

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Beatrice Pagan
Redattore
2.5 2.5
Cinecittà World
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